Costruire una casa in Legno su Terreno Agricolo: Quando è possibile?

— Costruire una casa in Legno su Terreno Agricolo: Quando è possibile?

I requisiti per costruire su un terreno agricolo

La casa in legno è un edificio destinato a durare nel tempo al pari delle costruzioni realizzate con metodi più tradizionali. Per tale motivo, come abbiamo visto in un precedente articolo, anche per realizzare delle case prefabbricate in legno è necessario procurarsi le consuete autorizzazioni edilizie. Cerchiamo di capire, adesso, se sia possibile, e a quali condizioni, costruire una casa in legno su un terreno agricolo.

Un terreno agricolo è, per definizione, un terreno destinato alla coltivazione della terra e all’allevamento del bestiame, pertanto la possibilità di edificarvi costruzioni in legno o in qualsiasi altro materiale è mantenuta entro limiti molto stringenti dalla normativa nazionale e regionale.

Qualifica di imprenditore agricolo e strumentalità alla conduzione del fondo

La possibilità di costruire una casa ad uso residenziale su un terreno agricolo è riservata a chi riveste la qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto, mentre la realizzazione di qualsiasi altro tipo di costruzione rurale (stalle, fienili, magazzini) ad uso diverso da quello residenziale deve rispettare il requisito della strumentalità alla conduzione agricola del fondo, pur potendo essere realizzato anche da chi non è imprenditore agricolo.

Quanto appena detto risponde, di massima, alla disciplina della normativa nazionale così come viene integrata dalla normativa locale, ma va precisato che quest’ultima può variare a seconda della Regione o del Comune di riferimento. Pertanto, prima di procedere alla richiesta di un Permesso di Costruire o prima dell’acquisto stesso di un terreno agricolo, risulta quanto mai opportuno informarsi riguardo a quanto stabilito a questo proposito dalle leggi regionali e dai regolamenti comunali vigenti sul territorio in cui si trova il terreno.

A titolo di esempio, possiamo citare la legge regionale n. 12 del 2005 della Lombardia, che ammette la costruzione su terreni agricoli esclusivamente di “opere realizzate in funzione della conduzione del fondo e destinate alle residenze dell’imprenditore agricolo e dei dipendenti dell’azienda” nonché di costruzioni quali stalle, sili, serre, magazzini e simili.

Diverse recenti sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato, peraltro, sottolineano come la qualifica di imprenditore agricolo non sia necessaria al rilascio del Permesso di Costruire per edifici non abitativi su fondi rustici, ma rilevi solo ai fini dell’esonero dal pagamento del contributo di costruzione, previsto dall’art. 17 comma 3° lett. a) del Testo Unico in materia Edilizia.

Ad ogni modo, l’aspetto che appare certo è che non è possibile costruire la propria casa di residenza su un terreno agricolo se non si è imprenditore agricolo professionale. D’altra parte, il senso della previsione di terreni agricoli in contrapposizione alle aree edificabili nei Piani Regolatori Comunali è proprio quello di evitare un’eccessiva urbanizzazione del territorio, tutelandone le zone a vocazione produttiva agricola.

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